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STORIA E TERRITORIO DI CASTELL'AZZARA

 

Agli inizi dell'ottocento Castell'Azzara e la sua frazione principale, Selvena, erano piccoli villaggi con poco più di mille abitanti in totale e facevano parte della Contea di Santa Fiora, l'impulso che il lavoro minerario dette al territorio, fece accrescere di molte unità la popolazione tanto che agli inizi del 1900 fu chiara l'esigenza di costituire un Comune autonomo. Il lavoro nelle miniere, connesso ad un forte e caotico sviluppo dell'edilizia,  portò molto prima che negli altri Comuni Amiatini, al declino dell'agricoltura che era, a causa dell'altitudine dell'area già molto svantaggiata rispetto a territori limitrofi,  ed il sistema dei castagneti da frutto, dei pascoli, vietato nei terreni  delle Soc. Minerarie, andò lentamente disgregandosi; verso la fine degli anni quaranta iniziò una vasta ed estesa opera di rimboschimento che portò a far ricoprire le pendici calcaree dei Monti Civitella e Penna di  Pini Neri ed il caratteristico e brullo paesaggio carsico di questi monti con doline, grotte inghiottitoi, si e' andato lentamente trasformando e la sporadica vegetazione presente e controllata da sempre dal bestiame al pascolo, si e' lentamente sviluppata.

Il bosco misto e' la vera caratteristica dell'area con un'altissima varietà di specie presenti che spaziano dal Leccio (tipica pianta mediterranea) presente nelle rupi calcaree ed assolate, all'Acero, al Faggio, l'Abete Bianco (piante esclusivamente montane) e molte altre specie minori anche arbustive; da segnalare la presenza del Leccio alla Ripa di Selvena alla quota di 1000 m.slm e vicinissimo, cambiando esposizione si può incontrare il Faggio e l'Abete. Viceversa nelle vallate più fredde ed esposte al Nord, queste ultime due piante scendono abbondantemente sotto la loro quota abituale, alle Valli di Castell'Azzara località  alla quota di 700 mt e la massima altezza di 950, la faggeta e' caratteristica,  lungo il Torrente Scabbia ed in molti altri luoghi, non e' raro incontrare il Faggio e l'Abete Bianco chiaramente fuori quota; al Pigelleto, Biotopo  meritevole di conservazione segnalato per la presenza di un'abetina relitta delle glaciazioni, il Tasso (Taxus Baccata) trova l'ultimo luogo dove crescere tranquillamente.Castell'Azzara, area calacarea

Numerosissime le grotte che si aprono nelle pendici calcaree dei monti, poco conosciute ed esplorate sono il visibile segno lasciato dalle acque sulle rocce calcaree, per le quali la locale Associazione Speleologica ha da tempo iniziato un percorso di valorizzazione includendo la Grotta principale e poco distante dal paese, tra le poche grotte turistiche visitabili della Toscana.

E' stata la storia degli abitanti di questi luoghi molto più dura di quelli del resto dell'Amiata, l'isolamento, i lunghi e freddi inverni, l'agricoltura povera ed il duro lavoro delle miniere, la proprietà terriera concentrata per secoli nelle mani di pochi, hanno contribuito a rivestire queste genti di una scorza di innata diffidenza che si scioglie però dopo i primi contatti; sono queste le cause che hanno fatto questo paese un luogo povero di monumenti architettonici ma pur sempre ricco di dignità, storie umane straordinarie e di beni ambientali.

 

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